Il giorno dopo avevo chiamato Marta — la mia amica di sempre, quella con cui puoi dire tutto.
Le avevo raccontato tutto. E lei, con quella calma che ha sempre, mi aveva detto:
"Chiara, anche noi eravamo così. Per quasi un anno. Poi ho trovato Boostman e l'ho ordinato io per Marco. Senza dirgli niente all'inizio. E dopo tre settimane era tornato lui."
Mi aveva spiegato come funzionava. Non era il Viagra — non era una pillola da prendere al momento giusto. Era una capsula al giorno, come un integratore qualsiasi. Il corpo si riparava dall'interno nel tempo.
Una cosa mi aveva colpito subito: il packaging era completamente discreto. Boostman NAD+ — integratore per l'energia e la vitalità. Nessun riferimento esplicito a niente. Se Andrea l'avesse visto sul comodino e avesse chiesto cosa fosse, avrei detto la verità: un integratore per l'energia. E non avrei mentito.
Potevo ordinarlo io. Lui non avrebbe dovuto cercare niente di nascosto online. Non avrebbe dovuto entrare in farmacia imbarazzato. Non avrebbe dovuto spiegare niente a nessun medico. Non avrebbe dovuto vergognarsi.
Quella era la parte che mi aveva convinta. Potevo aiutarlo senza che lui dovesse fare niente di difficile.