Carlo. Un amico con cui giocavo a calcetto il giovedì sera da anni. Anche lui 48 anni, anche lui con figli, anche lui con uno di quei lavori che ti portano a casa lo stipendio ma ti prosciugano.
Dopo una partita, mentre gli altri si cambiavano, avevamo parlato. Con quella riservatezza che hanno gli uomini quando finalmente abbassano le difese.
Mi aveva raccontato la sua storia. Identica alla mia. Medico che diceva 'tutto ok', Cialis di nascosto, moglie che si allontanava senza capire perché.
"Poi ho capito che il problema non era ormonale. Era fisico — le arterie, l'ossido nitrico, la prostata. E ho trovato qualcosa che attaccava tutto insieme."
Mi aveva mostrato Boostman. Una capsula al giorno. Nessun riferimento esplicito sul packaging — se Federica l'avesse visto sul comodino, avrei detto la verità: è un integratore per l'energia. E non avrei mentito.
Quello che mi aveva convinto era semplice: Carlo non mi stava vendendo niente. Era un padre di famiglia come me che aveva trovato qualcosa che funzionava. Non aveva motivo di raccontarmi una storia.